Paolo Tofani
Role
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Paolo Tofani's Keyboards and Synthesizers
Visible in this photo of Tofani and mentioned in this page from Tofani's official website.
Come ho menzionato nella mia biografia, quando ero in Inghilterra cominciai ad interessarmi di strumen-ti elettronici, la ragione di fondo, a prescindere dalle fantastiche soluzioni sonore offerte da i miei Synth AKS, era quella di trovare nuove soluzioni per espandere lo spettro sonoro della chitarra.
Il convertitore della EMS era fantastico, ma c'erano dei seri limiti, il traking era critico e per ottenere un buon risultato dovevo suonare la chitarra in una particolare ottava e questa mi ha fatto sviluppare una strana tecni-ca che, ovviamente, limitava la mia creatività.
It is also mentioned by Tofani in this Strumenti Musicali interview.
SM: In quel periodo hai cominciato anche a lavorare e a fare ricerca sui sintetizzatori, giusto?
PT: Ero insieme a un cierto Tito Zinovieff, sai quegli scienziati tipo Archimede! Era anche un appassionato di musica e stava construendo una macchina che aveva a che fare con le impronte digitali ma attraverso il suono. Così durante le sue ricerche e i vari tentativi è riuscito a costruire questi strani marchingegni musicali tra cui il synth AKS (che si richiudeva in una valigetta nera tipo 24 ore nera), e il VCS3 che era fatto di legno ed era una specie di mobiletto che non potevi assolutamente portari dietro (era quello che, per esempio, avevano i New Trolls). Erano delle macchine interessanti perché avevano degli oscillatori e un patch key che ti permettevano di lavorare molto bene.
Mentioned in this page from Tofani's official website.
Come ho menzionato nella mia biografia, quando ero in Inghilterra cominciai ad interessarmi di strumen-ti elettronici, la ragione di fondo, a prescindere dalle fantastiche soluzioni sonore offerte da i miei Synth AKS, era quella di trovare nuove soluzioni per espandere lo spettro sonoro della chitarra.
Il convertitore della EMS era fantastico, ma c'erano dei seri limiti, il traking era critico e per ottenere un buon risultato dovevo suonare la chitarra in una particolare ottava e questa mi ha fatto sviluppare una strana tecni-ca che, ovviamente, limitava la mia creatività.
It is also mentioned by Tofani in this Strumenti Musicali interview.
SM: In quel periodo hai cominciato anche a lavorare e a fare ricerca sui sintetizzatori, giusto?
PT: Ero insieme a un cierto Tito Zinovieff, sai quegli scienziati tipo Archimede! Era anche un appassionato di musica e stava construendo una macchina che aveva a che fare con le impronte digitali ma attraverso il suono. Così durante le sue ricerche e i vari tentativi è riuscito a costruire questi strani marchingegni musicali tra cui il synth AKS (che si richiudeva in una valigetta nera tipo 24 ore nera), e il VCS3 che era fatto di legno ed era una specie di mobiletto che non potevi assolutamente portari dietro (era quello che, per esempio, avevano i New Trolls). Erano delle macchine interessanti perché avevano degli oscillatori e un patch key che ti permettevano di lavorare molto bene.
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